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Recupero e riciclo

Single o Double Ram: come scegliere la pressa più adatta per il vostro impianto di riciclo

Si può rendere più efficiente e sostenibile la filiera del riciclo? Ancora una volta, Bottaro sceglie di parlare di sostenibilità da un punto di vista molto specifico: quello del filo di ferro e degli impianti di riciclo in cui esso viene utilizzato.

In questo articolo parleremo di:

  • Il mercato del recycling è a un bivio
  • Riciclo e responsabilità ambientale: un binomio che non si ferma alla raccolta differenziata
  • Pressa single ram: i piccoli centri di riciclo scelgono la versatilità
  • Pressa double ram: i grandi centri di riciclo prediligono la produttività
  • L’opzione “domestica”: le presse verticali
  • In definitiva, meglio presse single ram o double ram?

Il mercato del recycling è a un bivio

Bottaro, negli anni, ha avuto modo di confrontarsi con molte realtà industriali legate al riciclo e alla compattazione di materiali derivati dalla raccolta differenziata. Questa “esperienza sul campo” ha portato l’azienda a comprendere un fatto importante: il mercato del recycling è fondamentalmente abitudinario.

È molto difficile, infatti, che un’azienda del settore, rimasta soddisfatta di una particolare tipologia di pressa per la compattazione, possa cambiarla a favore di un’altra, anche se più performante.

Una tendenza difficile da scardinare, che si scontra però oggi, inevitabilmente, con altre priorità, legate alla responsabilità aziendale, al risparmio energetico e alla sostenibilità ambientale.

E non solo, perché, da considerare c’è anche la spinta di un’innovazione tecnologica che consente agli impianti di evolvere continuamente e migliorare le proprie performance in termini di efficienza e di impatto nel consumo di corrente elettrica e di materiali indispensabili come il filo di ferro.

Riciclo e responsabilità ambientale: un binomio che non si ferma alla raccolta differenziata

Attualmente, il mercato del riciclo può contare su due tipologie di presse per la compattazione: le Single Ram e le Double Ram. Scegliere l’una o l’altra non è, ovviamente, una decisione da prendere sottogamba, perché da questa può dipendere il successo di un’attività, piccola o grande che sia, e la sua maggiore o minore attenzione nei confronti delle tematiche ambientali.

E, vien da sé che, trattandosi di impianti di riciclo, la componente legata alla responsabilità ambientale è un valore che non può essere messo in discussione né tantomeno trascurato.

Il processo di sostenibilità, che parte dalla semplice raccolta differenziata fatta da ciascuno di noi, infatti, non deve risolversi nell’impianto di riciclo in sé, ma deve essere sostenuto da azioni, scelte e politiche che ne aumentino esponenzialmente l’effetto. Tra queste azioni, come vedremo, rientra anche una scelta consapevole della pressa più adatta per imballare carta, plastica, fieno e altri materiali.

La valutazione dei pro e contro di queste tipologie di presse diventa, dunque, fondamentale per un centro di riciclo, non solo in ottica di efficienza operativa, ma anche in termini di tutela dell’ambiente e di responsabilità sociale nei confronti della collettività.

Andiamo a capire, allora, come scegliere la giusta pressa per le specifiche necessità.

Pressa single ram: i piccoli centri di riciclo scelgono la versatilità

La pressa single ram è un impianto che fa della versatilità il suo punto di forza.

L’utilizzo di un acciaio speciale ad alta resistenza e una legatura molto ravvicinata (ogni 20 cm), permettono di imballare qualsiasi tipo di materiale senza essere costretti a fermare l’impianto per settarlo, ogni volta, con nuove specifiche.

Il vantaggio di questa pressa è di potervi posizionare un rotolo di filo di ferro alla volta, con un notevole risparmio in filo necessario per farla funzionare, rispetto alla pressa double ram, nella quale invece devono essere posizionati necessariamente ben 10 rotoli.

Tra le due, la pressa single ram è quella storicamente più apprezzata e utilizzata nel mercato nord-americano e canadese, in quanto si sposa ottimamente alla tipologia di lavoro giornaliero delle imprese locali, che necessitano di impianti dalle dimensioni contenute.

È il caso, ad esempio, di alcuni centri di recupero minori e di paesi più piccoli, spesso distanti dai grandi centri urbani. Qui, piccole aziende a gestione familiare devono essere in grado di servire tutta la cittadinanza, per quanto questa possa essere di modeste dimensioni. Preferiscono, di conseguenza, servirsi di una pressa che sia in grado di imballare, compattare e smaltire una gamma più ampia possibile di materiali.

Per soddisfare le necessità di questo mercato così particolare, che utilizza per lo più presse single ram, serve, ovviamente, un filo d’acciaio altrettanto particolare. Bottaro propone il filo zincato Hi Tensile, il più resistente sul mercato, progettato per le applicazioni di pressatura più difficili, grazie alla sua forza e al suo allungamento.

 

Pressa single ram

 

Pressa double ram: i grandi centri di riciclo prediligono la produttività

La pressa double ram è molto apprezzata nei mercati europei, asiatici, africani, indiani, australiani e sud-americani, Paesi in cui i grandi impianti di riciclo valutano aspetti differenti dalla versatilità, quali una più semplice manutenzione dell’impianto, costi d’esercizio molto più bassi e una produttività più alta, garantita dalle 10 bobine di filo, utilizzate contemporaneamente, e da legature ogni 60-80 cm.

Inoltre, la tecnologia avanzata permette, oggi, di avere presse con un quadro di comando computerizzato che consente il facile settaggio dell’impianto a seconda del materiale da pressare.

Proprio il Nord America, come visto, tanto affezionato alle presse single ram, negli ultimi anni ha saputo rivalutare la pressa double ram, grazie alle fiere di settore e a internet che hanno fatto da “sensibilizzatori”.

La richiesta statunitense è aumentata, ovviamente, all’interno di aziende di grandi dimensioni che, proprio a causa dei consumi importanti, hanno trovato, nelle migliori performance energetiche della double ram, un prodotto più adatto alle proprie esigenze.

La pressa double ram, infatti, permette di ottimizzare non solo il consumo di energia e di materiale, ma di migliorare anche le economie di scala in fase di acquisto. Vediamo come:

  • Consumi: usando acciaio ad alta resistenza, la pressa single ram ha molte più legature (una ogni 20 cm). Ne deriva un maggior uso di filo e un maggior dispendio energetico. Senza contare che l’acciaio ad alta resistenza non solo deve essere zincato e quindi ha costi ecologici maggiori, ma costa anche di più rispetto al filo cotto nero utilizzato nella pressa double ram, con la quale si ottengono oltretutto meno legature (una ogni 60-80 cm).
  • Economie di scala: la maggior produttività della pressa double ram, dovuta alla presenza di 10 bobine contemporaneamente al lavoro, porta con sé un vantaggio decisivo in termini di risparmio sui costi del materiale. Investire in una quantità maggiore di filo di ferro, infatti, permette di acquistare questo materiale a prezzi più convenienti dai fornitori.

Bottaro, che rientra, ovviamente, tra i principali fornitori di queste aziende, per le presse double ram propone le sue bobine di filo cotto nero in matassoni da 1.000 kg o da 500 kg.

 

 

L’opzione “domestica”: le presse verticali

È indubbio che i piccoli e grandi centri di riciclo svolgano il grosso del lavoro per quanto riguarda il far tornare a nuova vita materiali e rifiuti, eppure, questo è un impegno che non coinvolge solo le aziende del settore, ma parte ben prima.

Supermercati, centri commerciali, altre aziende e persino i condomini e i singoli cittadini diventano tasselli fondamentali nel riciclo. Ma l’accumulo di imballi come plastica, carta e cartone, in questi casi, può diventare molto voluminoso e la conseguenza è che i camion della nettezza urbana finiscono per riempirsi velocemente, dovendo così aumentare i viaggi di carico e scarico. E se aumentano i viaggi, aumenta il gasolio consumato e il tempo impiegato. Più di uno spreco di risorse, insomma.

La soluzione a questo problema sono, ancora una volta, le presse.

Le presse verticali, infatti, sono piccole e compatte e permettono di ridurre gli scarti settimanali, di attività commerciali o, come visto, di interi condomini, agevolandone lo smaltimento dei rifiuti e consentendo ai camion del ritiro di caricare spazzatura già pressata e quindi meno voluminosa.

Non a caso, queste presse, spesso, vengono fornite in comodato d’uso proprio dalle stesse aziende che si occupano del ritiro dei rifiuti, le quali, solitamente, forniscono anche il filo di ferro necessario alla loro compattazione.

Esistono, però, casi in cui le aziende acquistano direttamente la pressa verticale e di conseguenza anche il filo necessario. Per tutte queste realtà, Bottaro propone il suo filo occhiellato, ideale per presse verticali. Le barre occhiellato sono, infatti, barre a doppio anello di filo zincato morbido, duro o in filo cotto nero, che si agganciano rapidamente, garantendo un’elevata resistenza e facilità d’uso.

Insomma, le presse verticali, rappresentano una versione ridotta e “a domicilio” di quelle industriali single e double ram. E se sulle verticali non ci sono dubbi in fatto di destinazione d’uso, sulle presse industriali, come visto, il mercato è diviso.

 

Pressa verticale

 

In definitiva, meglio presse single ram o double ram?

Si sarà capito: non esiste una risposta univoca alla domanda del titolo. La pressa più adatta al proprio centro di riciclo va scelta con cura e con consapevolezza.

In che mercato si opera? Qual è la dimensione dell’impianto? Quante tipologie di materiali diversi vi si riciclano?

Domande da porsi prima di scegliere tra la versatilità delle presse single ram e il giusto equilibrio tra costo d’acquisto, manutenzione e profitti dal loro utilizzo delle presse double ram. Senza dimenticare, ovviamente, le ricadute a livello ambientale.

Proprio a tal riguardo, Bottaro si impegna ogni giorno nel difficile compito di sensibilizzare partner e clienti sui temi della sostenibilità ambientale, del risparmio energetico e del riciclo. Nel suo blog ad esempio, dedica spazio a questi argomenti approfondendo aspetti molto concreti, uno fra tutti il vero costo di una filiera green e le implicazioni per imprenditori e clienti (leggi “Costi e benefici di una filiera sostenibile: la prospettiva di Bottaro”).

Un piccolo contributo per rendere sempre più consapevoli i cittadini e le amministrazioni comunali e nazionali nei confronti dall’ambiente.

Perché se il riciclo ci insegna che la differenziata è importante, la vera differenza la fa, però, la coscienza, il livello di “educazione”, di conoscenza e di sensibilità delle persone.

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